{"id":182,"date":"2021-04-21T17:21:15","date_gmt":"2021-04-21T17:21:15","guid":{"rendered":"https:\/\/wp.onliners.eu\/?page_id=182"},"modified":"2023-04-18T06:45:31","modified_gmt":"2023-04-18T06:45:31","slug":"limiti-violenza-libro-venezis","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/wp.onliners.eu\/?page_id=182","title":{"rendered":"I limiti della violenza"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span><span><span>\u00abIl numero 31328\u00bb di Ilias Venezis \u00e8 un libro che leggevo da adolescente. In quegli anni ho letto tutti gli altri libri dello stesso autore che appartenevano alla cosiddetta &#8220;generazione degli anni &#8217;30&#8221; greca. Furono pubblicati in piccoli volumi con copertina rigida dalla casa editrice Hestia e sono dei capolavori. Si possono ancora trovare nelle librerie. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span><span>Ho trovato il coraggio di ricominciare a leggere \u201cIl numero 31328\u201d qualche giorno fa e, dopo le tre prime pagine, mi sono resa conto che non riuscivo ad andare avanti. All&#8217;improvviso mi \u00e8 tornato in mente tutto ci\u00f2 che avevo spinto lontano nell&#8217;inconscio, in aree desertiche molto simili a quelle descritte da Venezis nel suo libro dove lui stesso e i suoi compagni furono fatti prigionieri, o &#8220;schiavi&#8221; come dice lui, dai turchi. Costretti a camminare nell\u2019entroterra del Paese, camminando per giorni e mesi, per raggiungere i crudeli \u201cAmele taburu\u201d o \u201cBattaglioni di lavoro\u201d. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span><span>Alla fine, ho deciso di rileggere l&#8217;intero libro. Dopotutto mio nonno e suo fratello, giovani ragazzi greci di Smirne a quel tempo, avevano subito la stessa cosa. Finora pensavo che i limiti della violenza fossero stati indagati da Solzenitsyn in &#8220;Un giorno nella vita di Ivan Denisovits&#8221; e da Jung Chang in &#8220;Cigni selvatici&#8221; e invece no. I limiti della violenza tra gli umani, o meglio di animali selvaggi e feroci su animali indifesi, sono meglio descritti da Venezis.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span><span>Non \u00e8 nelle mie intenzioni scioccare le anime sensibili con i dettagli pi\u00f9 violenti e crudeli. Solo un breve e innocuo brano: \u00abHanno iniziato a darci mezza pagnotta ogni giorno. Ma elemosinavamo qualcosa anche mentre passavamo davanti alle case. Qualcuno ci ha dato qualcosa, altri hanno tirato fuori la lingua e ci hanno preso in giro. Non avevo voglia di mendicare, perch\u00e9 la prima volta che ho allungato la mano, un uomo mi ha picchiato forte e mi ha sputato addosso. Durante i giorni della marcia, non mi importava affatto di ci\u00f2. Ma ora \u00e8 difficile. Con il tempo stiamo riprendendo le nostre abitudini umane. Ma comunque, non importa. Addebitami due centesimi in meno di dignit\u00e0 umana \u201d. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span><span>Secondo me &#8220;Il numero 31328&#8221; \u00e8 un libro che ogni greco dovrebbe leggere per non dimenticare la nostra storia e lasciarci coinvolgere di nuovo in nuove avventure. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span><span><span>Dopo questo libro, ho deciso di leggerne un altro dal titolo \u201cTerra di Ponto\u201d di Dimitris Psathas. Questo autore greco \u00e8 noto soprattutto per i suoi racconti umoristici e gli articoli di giornale. In questo libro, tuttavia, racconta i suoi ricordi d&#8217;infanzia dalla sua citt\u00e0 natale Trebisonda, fornendoci anche molte testimonianze scritte di persone sopravvissute al genocidio dei greci del Ponto. I greci del Ponto resistettero ai turchi con tutte le loro forze, alcuni anche dopo il 1922, in coraggiosi gruppi di guerriglia, ma subirono la stessa sorte del resto dei greci in Turchia. Questo libro pu\u00f2 sembrare pesante a chi non \u00e8 interessato a leggere tutti i dettagli delle lotte sui monti di Santa, o presso l&#8217;antico fiume Thermodon, luogo mitico delle Amazzoni, ma piacer\u00e0 a chi \u00e8 interessato alla storia greca; verr\u00e0 trasportato in queste terre lontane dai nomi strani. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span><span>Fu l\u00ec che i greci vissero sotto un dominio turco molto crudele, aspettando che i russi arrivassero a salvarli. Non l&#8217;hanno mai fatto. \u00c8 accaduto cos\u00ec spesso nella nostra storia greca che i russi hanno promesso di salvarci e non l\u2019hanno mai fatto. L&#8217;autore ci parla anche degli inglesi e dei francesi che, a seconda dei loro interessi, o hanno sostenuto la soluzione di una democrazia greca indipendente nel Ponto o hanno preso la parte di Kemal quando sembrava essere pi\u00f9 forte. Come Venezis, Psathas descrive anche le deportazioni e le marce della morte, le lunghe inutili camminate nell&#8217;entroterra dell&#8217;Asia Minore con il solo obiettivo dello sterminio dei greci. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span><span>Infine, ci ricorda che la stessa Madre Grecia, con poche eccezioni, non ha mai aiutato i suoi figli in zone lontane. Si \u00e8 dimostrata indifferente, anzi ridicolmente autodistruttiva in questi tempi estremamente pericolosi. Ma torniamo ora a Trebisonda come descritta dall\u2019autore: \u201cEcco Trebisonda, la capitale storica dei Comneni, una citt\u00e0 piena di chiese, castelli bizantini, moschee e religione ortodossa. Da un lato si arrampica sulla collina di \u201cPoz Tepe\u201d e dall&#8217;altro sente la fresca brezza del Pontus Euxeinos che con il suo colore azzurro accarezza le spiagge di sabbia o infrange rabbiosamente le sue enormi onde che tuonano sugli scogli \u201d. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span><span>Quindi, questi sono due libri molto importanti che mi \u00e8 capitato di leggere mentre oggi \u00e8 ricordato il genocidio armeno. Non sono sicura del perch\u00e9 le persone si siano ricordate del genocidio armeno in questo particolare momento storico. L&#8217;unica cosa che so \u00e8 che il 2012 segna 90 anni dal 1922 nero, l&#8217;anno pi\u00f9 terribile della storia recente greca.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span><span>(scritto nel 2012)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span><span>https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ilias_Venezis<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span><span>https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ponto<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><em>Vorrei ringraziare Gennaro Cretella per la revisione del testo in Italiano.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u00abIl numero 31328\u00bb di Ilias Venezis \u00e8 un libro che leggevo da adolescente. 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